Bill Clinton verso il veganismo

Categoria : Lifestyle

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Si è appena concluso il VI meeting internazionale della CLINTON GLOBAL INITIATIVE organizzato per volontà dell’ex Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton (21-23 settembre). L’iniziativa ha tenuto il suo primo appuntamento nel 2005 con un intento preciso: “to turn ideas into action and to help our world move beyond the current state of globalization to a more integrated global community of shared benefits, responsibilities, and values” (estratto dallo Statuto; “trasformare le idee in azione e aiutare il nostro mondo ad andare al di là dell’attuale stato di globalizzazione verso una comunità globale più integrata di benefici, responsabilità e valori condivisi”).In una conferenza stampa video dello scorso venerdì 17 settembre, Bill Clinton ha presentato il programma dell’imminente meeting, ma ha anche rilasciato interessanti notizie su questioni più personali. Da un estratto del video immesso sulla rete, appare un ex Presidente in forma e dimagrito che, a colloquio con una giornalista, dichiara di aver adottato una dieta quasi vegana, cioè basata sull’assunzione di frutta, verdura, legumi, cereali e noci e di aver eliminato carne (e quasi del tutto il pesce), uova e latte dalla propria dieta.

Ciò che all’inizio era sembrato un puro vezzo estetico – già dal matrimonio del 1 agosto scorso di sua figlia Chelsea, Clinton appariva notevolmente dimagrito – ora si rivela essere una più seria e importante scelta alimentare di salute e di stile di vita, dettata dalla preoccupazione di prevenire la progressione della sua cardiopatia ischemica (per la quale ha già subito un intervento cardiochirurgico dopo l’infarto) e assicurarsi una serena longevità con i potenziali nipoti a venire.

Altra fonte attendibile molto vicina a Bill Clinton, che non ha voluto rivelare il proprio nome, ha dichiarato di aver saputo direttamente dall’ex Presidente americano che quest’ultimo si è parecchio documentato sui benefici di una dieta povera – se non del tutto priva – di proteine e di grassi di derivazione animale, tanto che col tempo potrebbe diventare lui stesso un testimone impegnato per la promozione di questa dieta.

Effettivamente, dall’intervista video Bill Clinton risulta essere ben al corrente degli studi e delle ricerche ormai note in tutto il mondo, i cui risultati convergono alla conclusione che, non solo la dieta vegana previene problemi cardiaci e cancro, ma che, anche quando la cardiopatia si è già manifestata, la dieta vegana ne promuove la regressione. Dice infatti Clinton stesso: “not ingesting any cholesterol from any source, has seen their bodies start to heal themselves – break up the arterial blockage, break up the calcium deposits around the heart. 82 percent of the people who have done this have had this result, so I want to see if I can be one of them”. [non assumendo colesterolo, i malati (cardiopatici) hanno visto il loro corpo iniziare a guarire da solo – rimuovere le ostruzioni e depositi di calcio delle arterie intorno al cuore. L’82 % dei pazienti che l’hanno fatto ha ottenuto questo risultato, perciò voglio tentare di essere uno di questi].

Clinton ha infatti letto i risultati di una tra le più famose e vaste ricerche epidemiologiche mai condotte sulle abitudini alimentati, denominata “Cina Study” del dottor Colin Campbell, oltre ad altri testi del dottor Caldwell Esselstyn. Cosa confermata peraltro dalla fonte segreta alla quale Bill Clinton ha confidato di aver adottato questa alimentazione già all’inizio di maggio.

Bill Clinton ha dunque citato le conclusioni di quella che il New York Times denominò il Gran Prix dell’epidemilogia nutrizionale, il “Cina Study”: una ricerca del 1938, reiterata nel 1989, condotta su un totale di 16.000 individui tra la Cina e Taiwan (quest’ultima aggiuntasi come territorio nel 1989), distribuiti tra 300 villaggi di aree vastissime del paese che vanno dalle vaste contee rurali alle regioni industrializzate. Esso ha fornito ai ricercatori una rara visione di primo piano sui complessi collegamenti tra abitudini alimentari e l’insorgenza di diverse malattie e morte.

Il Dr T. Colin Campbell, biochimico nutrizionista presso l’Università Cornell, responsabile della ricerca e direttore USA del Progetto Cina, negli ultimi 45 anni ha pubblicato più di 300 articoli su riviste scientifiche e condotto ricerche estensive sugli effetti del cibo sulla salute.

Le malattie che la ricerca cinese etichettò come “malattie del benessere” – malattia coronarica, ictus, ipertensione, cancro alla mammella, del colon, della prostata, del polmone, del sangue, del cervello, diabete, osteoporosi – erano rilevabili nei ceti sociali più ricchi che avevano fatto del consumo di carne uno status quo.

La maggiore assunzione di proteine di origine animale e i maggiori livelli di azoto ureico – scarto del metabolismo delle proteine – erano i principali fattori correlati con le malattie del benessere. Emerge poi dalle “issues” della ricerca che “sempre più chiaramente alti valori di colesterolo nel sangue sono il più importante fattore predittivo di malattia cardiaca, cancro e diabete”.

D’altra parte i ricercatori trovarono che maggiore era la percentuale di proteine vegetali nell’alimentazione, minore era il rischio di essere soggetti a quelle malattie. Ma le malattie del benessere non sono inevitabili. Secondo il dott. Campbell “la trasformazione tumorale delle cellule sane è apparentemente attivata da un’alimentazoine ricca di proteine (e grassi) animali e disattivata da un’alimentazione ricca di proteine vegetali (e povera di grassi). Questo vale persino se il cancro è già insorto.”

Tesi avvalorata dalle indagini del Dr Caldwell Esselstyn – altro medico citato da Clinton – che, dallla Cleveland Clinic, ha dimostrato che una alimentazione a base vegetale a basso contenuto di grassi è in grado, da sola, di far regredire la malattia coronarica.

18 pazienti coronaropatici, a seguito di un programma dietetico a base di cibi vegetali consumati “come colti”, hanno visto il loro livello medio di colesterolo passare da una media di 237 mg/100 ml a uno al di sotto dei 150 mg/100 ml nei primi 8 atti di trattamento e nei 12 successivi non si registrarono decessi per complicazioni cardiovascolari, non si resero necessari interventi chirurgici, né si ebbero casi di ictus cerebrale e nel 100% dei casi si verificò l’arresto e la regressione della malattia coronarica.

Il Dr Esselstyn, a seguito di questi risultati, ebbe a dichiarare: “quello che la medicina occidentale ha da offrirci sono solo farmaci, pillole, procedure come bypass e stent. Pillole e operazioni non funzionano per niente, perché non affrontano mai la causa di base della malattia stessa, che è la dieta occidentale dannosa”.

Il Dr Campbell e i suoi colleghi cinesi, dal canto loro, avevano già avvisato i responsabili della policy in Cina e la Banca Mondiale di non incoraggiare la crescita dell’industria del bestiame.

Il Dr Campbell concludeva la ricerca rivolgendosi ai cinesi: “E’ necessario che si rendano conto che la zootecnia non è la strada giusta da imboccare. Il Progetto Cina offre loro l’opportunità di imparare dagli errori dell’Occidente”.

E il buon esempio questa volta parte proprio dall’Occidente, e non a caso da uno degli Stati che detiene il maggior numero di allevamenti intensivi al mondo e dove la mortalità causata dalle malattie del benessere è ormai considerata l’epidemia del terzo millennio, e proprio dall’uomo che è stato uno dei suoi Presidenti.

Conclude la dottoressa Luciana Baroni, presidente di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana: “La nostra associazione da anni lavora per portare anche in Italia la conoscenza di queste informazioni e questi studi, sia al pubblico generale che ai professionisti della medicina e della nutrizione. Speriamo che la divulgazione di questi dati anche da un personalità così nota possa aiutare tante persone a rendersi conto che è attraverso la propria aliementazione che si può evitare di ammalarsi o addirittura guarire. L’attuale alimentazione a base di carne, pesce, latte, uova è estremamente dannosa e carente di nutrienti protettivi: una alimentazione a base vegetale è quella fisiologica per il corpo umano, meno costosa per le nostre tasche, meno dannosa per l’ambiente, più gustosa e appetitosa, e più etica per tutti”.

[comunicato di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana – www.ssnv.it]

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