Vegan runners

Categoria : Lifestyle

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In Svezia alcuni fondisti e mezzofondisti vegetariani hanno costruito un club d’atletica. Perché? per sfatare alcuni luoghi comuni e tabù…L’obiettivo non è solo quello di divertirsi, ma anche di sfatare alcuni luoghi comuni. A cominciare da quello secondo cui una dieta senza carne e pesce non è indicata per chi vuole svolgere un’attività sportiva. Elias Broms è nato in Svezia nel 1960 e da sempre è un appassionato di fondo e mezzofondo. Inoltre è vegan, che poi sarebbe la contrazione inglesizzata del termine “vegetaliano”. I vegetaliani seguono una dieta totalmente vegetale, bandendo anche i derivati (latte, formaggi, uova, miele) dalla loro tavola.
Broms ha fondato un club di atletica dedicato a soli vegan. L’obiettivo è quello di ”sfatare il luogo comune secondo cui la dieta vegan sia dannosa per la salute. Oddio, in realtà questo tabù l’ha sfatato prima di tutto Carl Lewis, anche lui era vegan. O una vegetariana come Martina Navratilova. Ma ribadirlo non è male. In realtà una dieta del genere è estremamente salutare, visto che elimina i grassi saturi contenuti negli alimenti animali, come del resto dimostrato da numerose ricerche mediche. Comunque sono vegan soprattutto per ragioni etiche: non voglio far soffrire gli animali”.
”Sono diventato vegan qualche anno fa, già dal 1992 ero vegetariano. Ma sin da bambino ho provato fastidio per la carne ed il pesce. E sin da ragazzo ho amato la corsa, anche se mi ci sono avvicinato soprattutto per ragioni di salute: fu il medico della visita militare a invogliarmi. Quando mi presentati alla visita, pesavo 53 chili ed avevo la schiena incurvata. Lui mi consigliò di correre almeno mezz’ora alla settimana. Ci pensai un po’ e poi mi misi le scarpette e via. Notai che mi piaceva e che mi faceva bene, in pochi mesi sono aumentato di sei chili ed ho messo su un po’ di muscoli”.
E l’idea di questo club? ”Nasce dalla volontà di informare, ma anche di divertirci e di fare attività atletica. Partecipiamo alle classiche svedesi sulle medie distanze, siamo cresciuti tutti nella cultura del fondo: diciamo distanze che vanno dagli 8 ai 30 km. Correre è la mia passione, sono anni che lo faccio. La mia gara più bella è stata la stracittadina di Trosa del 2003. Un bell’ambiente, bella giornata e una divertente corsa di 8,7 chilometri, da dare tutto dall’inizio alla fine. Ho migliorato di un minuto esatto rispetto alla stessa dell’anno prima”.
Un amante della media distanza come te non sarà rimasto insensibile alle Olimpiadi ateniesi ed alla sfida tra El Guerrouji e Bekele: ”Sì, davvero scene fantastiche. El Guerrouji è stato più bravo: ha saputo mettere in pista l’esperienza e la furbizia. Credo sia davvero uno dei più grandi della storia, comunque ha vinto tantissimo. Bekele è giovane ed il futuro è suo. Ma ad Atene ha pagato anche un gioco di squadra male orchestrato”.
[marco arceri – da sport.it]

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