Cibo per lo Spirito (prima parte)

Categoria : Spiritualità e religioni

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ADAM… ISLAM… MASIH…

“Tutte le creature rappresentano la famiglia di Allah: e Hu ama principalmente coloro che sono compassionevoli verso la famiglia di Hu” – Il Santo Profeta Muhammad (sal)

Sin dall’inizio, l’umanità si è messa a cercare la ragione e lo scopo dell’esistenza. Sin dal momento in cui è stato mangiato il frutto dell’Albero della Conoscenza del Bene e del Male, i figli di Adam hanno avuto come scopo il capire le nostre origini come specie e come esseri spirituali incarnati dentro l’involucro della pelle.

Ma questa domanda di conoscenza e sicurezza si è dimostrata più semplice da esser detta che portata avanti da molti cercatori sinceri. Così, come uno potrebbe inconsciamente sonnecchiare dimenticando molto quando è conscio da sveglio, l’umanità ha dimenticato molto di ciò che ha preceduto la nostra discesa lungo la Scala
della Creazione.

Comunque la nostra caduta in questi involucri di pelle fu sia un assopimento dell’Adam Primordiale, sia la manifestazione della Realtà risvegliatasi nella coscienza di se stessa. Lo stato dell’eden nel quale ci siamo addormentati, nella nostra discesa divenne la pura Realtà nella quale l’umanità iniziò lentamente a svegliarsi. In verità, l’inizio è nella fine, e la fine nell’inizio…

“Come era all’inizio, così sarà alla fine…” – ‘Isa al-Masih (as)

Per molti anni gli antropologi hanno presentato una visione idilliaca della vita nelle società più semplici facendole sembrare quasi le ultime rimanenti dell’Eden. Come molti studiosi hanno notato, una delle più grandi ironie dell’evoluzione è che il progresso nella tecnologia e nell’organizzazione sociale sia sempre collegato ad una regressione da un punto di vista etico. Quindi è falso dire che le evoluzioni tecnologiche non implicano
necessariamente progresso morale. In realtà è vero soprattutto il contrario. Se noi studiamo la storia e la vita dei nostri predecessori edenici, l’ultima cosa che troviamo è un popolo illuminato e moralmente troppo avanzato per partecipare ad un progresso tecnologico. In realtà ciò che vediamo è una specie con modi semplici proveniente da un tempo molto più semplice. Il tempo e la ricerca hanno provato che molti dei loro modi hanno prevalso nella loro semplicità su maniere più moderne di raggiungere gli stessi scopi. E ancora altri aspetti della loro vita sociale sono risultati nient’altro che una dimostrazione di ignoranza. Questo perché i nostri antenati ominidi non hanno scelto di vivere secondo certi principi e tendenze del mondo di cui erano parte ma semplicemente non conoscevano nessun’altra maniera di vivere. Tentativi senza successo di altri
modi di vivere produssero nient’altro che distruzione per coloro che l’intrapresero e questo perché l’ignoranza era dettata a quel tempo. L’Eden è una storia dello stato umano perso di felicità perfetta e libertà. In verità il motivo era solo questo poiché l’ignoranza tende a lasciare in uno stato di Sottomissione inconscia a una forza più grande di quella individuale.

Esiste comunque uno stato oltre l’Eden: uno stato che non necessita l’ignoranza per assicurare il funzionamento della società così come dell’individuo e lo stato dell’illuminazione. Se il mito dell’Eden è giusto, non ci sarà nessun modo per tornare al Paradiso perduto. Noi siamo ora come l’Elohim, capaci di conoscere il bene e il male. Abbiamo mangiato il frutto dell’Albero della Conoscenza del Bene e del male, l’Albero della Vita è ora nascosto alla vista. Ci è stato inviato il libro come istruzione nel nostro esodo da Babilonia come guida per il Giardino del Paradiso.

Alcuni hanno percepito in maniera ironica questo mondo come nient’altro che un sistema di crudeltà e severità: un mondo che niente perdona e niente cura dove il fallimento è la morte e la debolezza di un crimine capitale. Per queste persone, questa verità primaria è abbracciata come uno stato idilliaco di vita. Per questi individui; il cosiddetto “alto rafforzamento” è tutto quello che è necessario e tutto ciò che importa. Questa è la via carnale.

Altri vedono queste tendenze primitive e si piegano incapaci di affrontare la dura realtà del mondo inospitale. Non sanno perché si sentono così, e nemmeno comprendono il perché così gran parte del mondo opera su principi così animaleschi. Loro immaginano un mondo dove i bambini giocano nella tana del serpente e dove i leoni si sdraiano con gli agnelli. Irritati, si lamentano della natura fredda, insensibili di ciò che li circonda.
Lottano per un mondo che mai potrà essere.

Dopo falliscono nel chiedersi come mai si sentono in questa maniera, come mai provano compassione mentre altri provano al massimo apatia, e a volte addirittura brutalità incalcolata. E’ per un qualcosa in più rispetto al loro e proprio benessere che essi cercano di portare un miglioramento nell’intero sistema. Il cacciatore li chiama deboli, il soldato mancanti di disciplina. Tuttavia essi percepiscono una verità più alta, una percezione di un ordine cosciente dal quale tutto è emerso e al quale tutto ritornerà.

“A tutte le creature è stata data libertà e un possibile posto dove vivere. Gli è stata data acqua, aria, fuoco e una connessione con etere e terra. Ma l’uomo prende per sé ciò che Allah ha creato come cosa comune a tutti. Pretende le case degli altri per sé, sostiene che l’acqua è sua, sostiene che l’aria è sua. Tratta il sole come suo. Tratta la terra come sua. Cerca di rendere proprietà privata ciò che è stato fatto comune. Questa è la causa di ogni battaglia e di ogni guerra. E’ a causa di tutto questo che Dio ha mandato il Rasul (sal). Dio disse:- I figli di Adamo stanno combattendo per la proprietà comune e stanno perendo. Ma Allah è Uno. L’uomo può avere solo me come cosa di sua proprietà. Tutto il resto è comune a tutti per far capire questo all’umanità. Dio ha inviato 124.000 Profeti, le Luci di Dio, coloro con la Saggezza Divina (Qutb) e i Santi (Awliya) come Testimoni per dimostrare che Allah è Uno” – M.R. Bawa Muhaiyaddeen (ra)

[grazie al Popolo di Allah]

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