Il virus dei polli, minaccia seria

Categoria : Mucca Pazza & Co.

Risposte : Nessun commento

L’influenza aviaria minaccia l’Europa. Colpa degli uccelli migratori che trasportano il virus facendo 50 chilometri al giorno dalla Russia, dove è appena sconfinato.
E mentre lì si inceneriscono già le carcasse dei volatili, gli allevatori nascondono i polli da abbattere nei boschi e al ministero della Sanità regna la confusione, in Europa si pensa alle misure di protezione e in America al vaccino.

L’avanzata sembra inesorabile e la Russia è ormai l’unica barricata contro l’invasione europea del virus dei polli, finora limitato solo all’Oriente.
Una barricata che, però, sembra pericolante. Gli esperti russi, infatti, non riescono a venirne a capo: il virus, per mezzo degli stormi di uccelli migratori, si è diffuso verso ovest a partire dai mesi scorsi, passando dalla Siberia agli Urali, la linea di confine tra Asia e Russia europea.
E per fermare le rotte migratorie non c’è nessun mezzo.

IL VIRUS FA 50 CHILOMETRI AL GIORNO
Dagli Urali ai Paesi Europei il passo, o meglio il volo, è breve. «Non ci sono ragioni per credere che l’Europa sarà risparmiata» dice un allarmato Oleg Kiselev, direttore dell’apposito istituto nato in Russia, a San Petersburg, per studiare il fenomeno.
Gli specialisti stimano, infatti, che il virus si stia diffondendo viaggiando da 30 a 50 chilometri al giorno.
L’allarme è partito alla fine di luglio quando il mortale H5N1 è stato ritrovato nel pollame e negli uccelli siberiani.
Lo stesso virus che ha ucciso almeno 57 persone in Asia dalla fine del 2003 e che gli scienziati temono possa diventare facilmente trasmissibile anche per gli uomini e causare quindi un’epidemia mondiale.

Ma nessun caso di infezione umana è stato ancora trovato in Russia, per lo meno così dicono i rappresentanti del governo. Qui, intanto, sono state già incenerite 113.000 carcasse di volatili.
Gennady Onishchenko, ministro della Sanità, sostiene che il virus potrebbe diffondersi, già in autunno, lungo le tradizionali strade migratorie, dalla Siberia al Mar Caspio e quindi alle regioni del Mar Nero per arrivare in Africa e da lì nel Mediterraneo.
Del resto, in una regione del Mar Caspio, a Kalmykia, un caso sospetto è già sotto osservazione. Se si rivela per quello che si teme, sarebbe il primo caso di infezione di questo tipo al di là degli Urali.

[da panorama.it del 18 agosto 2005 – isabella colombo]

Aggiungi il tuo commento