Non mangiate verdura? Bevetela!

Categoria : Salute e benessere

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Le scuse sono tante. C’è chi dice di non aver tempo per pulire cesti d’insalata o grappoli di pomodori, chi afferma di mangiarla ma a ben guardare sgranocchia mezzo finocchio una volta ogni tanto. Qualunque sia il motivo, la dieta di tantissime persone non include abbastanza verdura. E se per trarci d’impaccio provassimo a berla? Il suggerimento arriva da una ricerca presentata al convegno dell’American Dietetic Association da un gruppo di ricercatori dell’università della California. Che non considerano i succhi di verdura come una mera «scappatoia» di fronte alle consuete raccomandazioni a mangiare più vegetali, bensì li ritengono un primo, piccolo passo per avvicinare la gente a un consumo maggiore di verdura. Che ce ne sia bisogno ci son pochi dubbi: secondo i dati diffusi da uno degli autori dello studio, Carl Keen, sette adulti su dieci non mangiano abbastanza verdura. Così il nutrizionista ha deciso di provare coi succhi: ha coinvolto 90 volontari adulti, dando loro i consigli per aumentare il consumo di vegetali, ma ad alcuni ha anche raccomandato di bere un bicchiere di succo di verdura una o due volte al giorno. Dettaglio importante, non si trattava di centrifugati fatti in casa, ma di succhi pronti che bastava prendere dal frigo.

Dopo sei settimane, Keen si è accorto che le persone che avevano iniziato a consumare regolarmente succhi di verdura raggiungevano assai più spesso degli altri l’introito giornaliero consigliato di verdura: in chi non beveva i succhi ciò accadeva in meno di un caso su quattro, mentre i beveroni di verdura garantivano un consumo adeguato di vegetali in oltre la metà dei casi. «In media», dice Keen, «con i succhi si riescono a “mangiare” cinque porzioni di verdura in più rispetto al solito». Entusiasti gli americani, che hanno accolto la notizia come una manna dal cielo: altro che insalate, che cosa c’è di meglio di un metodo economico, gustoso e facile per assicurarsi le verdure necessarie ogni giorno? «Chi beveva i succhi era molto soddisfatto di aver trovato un modo gradevole e semplice per mangiare la verdura e diceva che gli erano pure piaciuti: il gradimento è un elemento fondamentale per la riuscita di un intervento dietetico, perché aiuta a consolidare una buona abitudine nel tempo», osserva Keen. All’insegna del grido «l’unica verdura che fa bene è quella che mangi davvero», i ricercatori statunitensi promuovono perciò a pieni voti i succhi di verdura come metodo per assicurarsi almeno una porzione di verdura a ogni pasto. Ma sarà vero?

Anche senza voler essere troppo maligni (lo studio è stato sponsorizzato in parte dalla Campbell Soup, che produce il succo di verdura dato ai partecipanti), esistono ragioni consistenti per essere scettici e da questa parte dell’oceano c’è chi riporta tutti alla realtà: «I succhi di frutta non bastano di certo», riassume Andrea Ghiselli, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (Inran). «Nei succhi infatti manca la fibra, uno dei motivi principali per cui dobbiamo mangiare frutta e verdura. Forse è proprio il caso di interrogarsi sul perché frutta e verdura fanno bene: non le dobbiamo mangiare tanto per quello che contengono, infatti, perché altrimenti basterebbe una pasticchina per ottenere lo stesso effetto. L’esperienza ci insegna che non è così», spiega Ghiselli. «Questo approccio non ha mai funzionato e anzi, in genere l’effetto di integratori, vitamine e simili è pure negativo perché la gente si sente al sicuro e autorizzata a mangiare le peggiori schifezze. Verdura e frutta, grazie alla fibra, servono anche e soprattutto a ridurre la densità energetica del pasto e a dare il senso di sazietà: i succhi non possono riuscirci. Con una bella insalata ci si sazia con poche calorie. A patto di non esagerare con il condimento, ovviamente», conclude il nutrizionista.

[da corriere.it – elena meli]

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