La scelta vegetariana

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Verdure, cereali e soprattutto gli zuccheri della frutta sono ricchi di triptofano, amminoacido precursore della serotonina, l’ormone che regola il nostro tono dell’umore. La depressione primaverile ha nei cibi di origine vegetale la risposta più idonea alle necessità nutrizionali imposte dalle attività biologiche legate alla stagione.La natura
sembra dettare le leggi e contemporaneamente fornire i rimedi. E’ dai vegetali che il più delle volte arrivano risposte utili a contrastare molti fattori di rischio per il nostro stato di salute; la scelta di uno stile alimentare vegetariano è un’opzione possibile e auspicabile per l’uomo.
Il vegetarismo è l’approdo condiviso dalle più recenti e valide acquisizioni nei campi della nutrizione, della medicina, dell’ambientalismo, della filosofia e delle scienze del diritto. Motivazioni riconducibili all’Animalismo, all’Ecologia e al Salutismo sono le fondamenta della scelta alimentare vegetariana.

Animalismo
La teoria allargata dei diritti umani, la più universalmente accettata tra le dottrine etiche contemporanee, sostiene che il primo diritto da garantire non solo agli umani ma anche ai non-umani dotati di intenzionalità è quello di non essere trattati come semplici mezzi per
fini altrui. Tra i viventi cui tale teoria si applica rientrano certamente i mammiferi, gli uccelli e i vertebrati in genere. Oggi, miliardi di animali non-umani vengono confinati, torturati e uccisi a nostro vantaggio.
L’applicazione della teoria allargata dei diritti umani comporterebbe una profonda riorganizzazione delle società e dei valori in queste rappresentati: gli animali non sarebbero più considerati semplici beni di cui l’uomo possa liberamente disporre; non ne sarebbe più consentito l’allevamento a fini alimentari, l’utilizzazione nella sperimentazione scientifica, l’uso commerciale e l’eccidio sistematico.

Ecologia
La presenza e l’evoluzione della vita sul pianeta sono tributarie di un fine equilibrio fra litosfera, atmosfera, idrosfera e biosfera. Fattori biotici e abiotici costituiscono ecosistemi di varia estensione ove l’energia irradiata dal sole e fissata dalle piante si trasmette fra i
viventi attraverso catene alimentari costituite da consumatori
distinti in tre livelli (erbivori, carnivori di primo e secondo livello). Ogni passaggio di livello comporta grande dispersione energetica: i consumatori terziari, all’apice della catena alimentare, nutrendosi, ricevono ed utilizzano soltanto circa il 10% dell’energia immagazzinata
nelle piante consumate dagli erbivori all’inizio della catena.
Relativamente a Homo sapiens sapiens gli studi ecologici hanno come oggetto il flusso di energia e materia che attraversa i sistemi artificiali creati dalla nostra specie e cioè i sistemi tecnologici, industriali, economici e fra questi tutto ciò che attiene all’alimentazione
umana. Sostanze introdotte dall’uomo in agricoltura e allevamento alterano profondamente le proprietà dell’ambiente generando situazioni di inquinamento tali da sconvolgere gli ecosistemi e riflettersi più o meno direttamente sulla salute dell’uomo stesso. Sono documentati veri disastri ecologici provocati dall’allevamento dei
bovini nel continente americano, nonché l’utilizzazione di gran parte della produzione mondiale di cereali al fine di ingrassare gli animali in vista della loro macellazione.
Numerosi studi finalizzati alla valutazione del flusso energetico globale (inclusa l’energia consumata per produzione, raccolta, trasporto, conservazione, consumo, produzione e smaltimento dei rifiuti, ecc.), condotti con metodologie diverse (MEFA, HANPP, Impatto Ambientale, Impronta Ecologica, ecc.) concordano nel definire ecologicamente favorevole l’utilizzazione dei vegetali quale fonte primaria per l’alimentazione umana.

La salute umana
Numerosissimi studi epidemiologici condotti in comunità con differenti caratteri socio-economici e riportati dalla letteratura medica internazionale concordano sull’utilità dei regimi alimentari vegetariani nel prevenire e curare numerose patologie cronico-degenerative,
nel conservare lo stato di salute e favorire lo stato di benessere. Tuttavia, da più parti sono state sottolineate problematiche nutrizionali in cui possono incorrere soggetti vegetariani, relative soprattutto alla difficile copertura del fabbisogno di Vitamina B12 per i vegani
e di alcuni micronutrienti (Zinco, Ferro, Calcio, Acido linoleico, ecc.) per tutti i vegetariani. L’estensione a vaste popolazioni della scelta alimentare vegetariana ha consentito di integrare esperienze e di individuare scelte alimentari estese a prodotti naturali derivati
anche da culture differenti e finalizzate al superamento dei suddetti rischi nutrizionali. La posizione ufficiale dell’American Dietetic Association e dei Dietitians of Canada ribadisce che le diete vegetariane correttamente bilanciate sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale, e sono inoltre utili nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie umane.
Il vegetarismo, in particolare il veganismo, appare una risposta idonea a coniugare in una visione olistica i cibi e il loro consumo con i fattori naturali e geografici, le necessità biologiche, i fattori storico-antropologici e culturali che sottendono la complessità e concorrono
alla definizione dell’alimentazione naturale dell’uomo.

[da nutrirsi, marzo 2009 – vincenzino siani]

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