SuperQuark dalla parte degli allevatori

Categoria : Comunicati Stampa

Risposte : Nessun commento

Ecco un comunicato stampa di risposta alla vergognosa puntata di SuperQuark andata in onda il 14 luglio scorso. Puntata allarmistica e scientificamente infondata, almeno per quanto riguarda il cartone animato contro l’alimentazione vegetariana. Il comunicato è stato diffuso da Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, di cui faccio parte.
[stefano]

CARTONE ANIMATO DI SUPERQUARK DEL 14 LUGLIO FUORVIANTE E SCIENTIFICAMENTE
INFONDATO:
I CIBI ANIMALI NON SONO INDISPENSABILI PER I BAMBINI!
LO STUDIO AMERICANO SU CUI E’ BASATO E’ UNA FRODE SCIENTIFICA ED E’
STATO SOVVENZIONATO DAGLI ALLEVATORI DI BESTIAME
17 luglio 2005

Superquark giunge “un po’” in ritardo, e diffonde solo ora, con tanto di
cartone animato, una notizia apparsa sulla stampa statunitense, e
ripresa subito dopo in Italia, nel febbraio di quest’anno. “Per quale
motivo la redazione di SuperQuark ha costruito un cartone animato per
fare del terrorismo psicologico contro i genitori vegetariani,
insinuando che un’alimentazione vegetariana provocherebbe ritardi nella
crescita e nello sviluppo cerebrale dei bambini?”
Questo si chiede Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, e
continua “E’ indicativo, e dovrebbe far riflettere, il fatto che per
difendere e sostenere il consumo di carne, la stessa identica notizia –
derivante da una frode scientifica di ormai due anni fa – continui a
essere sfruttata ancora dopo mesi, oltretutto da una trasmissione che si
propone con un taglio scientifico, seppur divulgativo.”

Tutta la montatura è basata sulle dichiarazioni dalla dr.ssa Lindsay
Allen, in seguito in parte ritrattate, sui supposti benefici dei cibi
animali e sugli altrettanto supposti svantaggi delle diete a base di
cibi vegetali nello sviluppo psicofisico dei bambini.
Occorre riflettere sulla credibilità dello studio, dato che:

1. La dr.ssa Allen appartiene all’US Agricultural Research Service, che
fa parte dell’US Department of Agricolture, quello stesso USDA che
periodicamente emana la Piramide Alimentare USDA, la cui ultima versione
di quest’anno contempla ancora un abbondante consumo di latticini e
prodotti
di origine animale.

2. Lo studio al quale fa riferimento la dr.ssa Allen, e che è stato
ripartito in 4 articoli pubblicati sul Journal of Nutrition del 2003,
(133, pp 3941S-3949S, 3950S – 3956S, 3965S-3971S, 3972S – 3980S) è stato
presentato alla conferenza “Animal Source Foods and Nutrition in
Developing Countries” (Washington, D.C. 2002), organizzata
dall’International Nutrition Program e sponsorizzata dal Global
Livestock-Collaborative Research Support Program (precisiamo che
Livestock significa bestiame), nonché supportato dal Child Nutrition
Project del Global Livestock CRSP, e dal National Cattleman’s Beef
Association (Associazione Nazionale degli Allevatori di Bovini).

3. Questo studio, dal titolo “I cibi animali migliorano lo stato dei
micronutrienti e le funzioni (cognitive, ndr) nei paesi in via di
sviluppo”, è stato condotto in Kenya su circa 500 bambini malnutriti,
che assumevano solamente cibi amidacei quali grano e fagioli, e che sono
stati suddivisi in 4 gruppi: un gruppo di controllo, rimasto a grano e
fagioli, e altri 3 gruppi ai quali sono stati rispettivamente
somministrati carne, latte e olio vegetale. I risultati hanno dimostrato
che i bambini del gruppo di controllo, malnutriti, avevano i peggiori
risultati ai test di valutazione delle funzioni cognitive. Si noti che
lo studio è stato sostenuto per 2 anni, mantenendo i bambini in stato di
malnutrizione per tutto il tempo necessario alla conclusione dello
studio stesso: un comportamento assolutamente non etico verso i
bambini-cavia.

Appare chiaro anche ad un lettore inesperto come utilizzare questi
risultati per concludere che le diete a base di cibi vegetali siano
dannose per i bambini, per il cui corretto sviluppo sarebbero
indispensabili i cibi animali, sia una frode scientifica. Un bambino
africano malnutrito –purtroppo per lui- non ha nulla in comune, dal
punto di vista dell’apporto nutrizionale, con un bambino dei paesi
occidentali che assuma una dieta variata a base di cibi vegetali, la
cosiddetta dieta vegana. Pertanto i bambini malnutriti che fungevano da
gruppo di controllo non possono essere equiparati ai bambini vegani dei
paesi occidentali, la cui crescita e sviluppo sono risultati normali in
studi scientifici internazionali.

Questo studio e le relative dichiarazioni della dr.ssa Allen non
rimettono in discussione quanto è patrimonio della letteratura medica
internazionale, risultato di oltre 50 anni di ricerche e studi nel campo
della nutrizione vegetariana e sancito dall’American Dietetic
Association e dai Dietitians of Canada, e cioè che “le diete vegane ben
bilanciate e altri tipi di diete vegetariane risultano appropriate per
tutti gli stadi del ciclo vitale, ivi inclusi gravidanza, allattamento,
prima e seconda infanzia e adolescenza”, e che “le diete vegetariane
nell’infanzia e nell’adolescenza possono essere d’ausilio nello
stabilire sani schemi alimentari, validi per tutta la durata della vita,
e possono offrire alcuni importanti vantaggi nutrizionali”.

I risultati di questa ricerca non etica, sovvenzionata dagli allevatori
di bestiame, non possono venire trasferiti alla situazione dei bambini
vegani dei paesi occidentali, che assumono grandi varietà di cereali,
legumi, frutta, verdura, semi oleaginosi e che utilizzano alimenti
fortificati con vitamina B12. Bambini che avranno uno sviluppo
psicofisico nomale e che saranno protetti, anche se non totalmente
immuni, dalle gravi malattie che flagellano la nostra società, le
malattie della ricchezza: infarto, ictus cerebrale, ipertensione,
diabete, obesità, cancro e osteoporosi. A differenza dei bambini
africani dello studio, che probabilmente contrarranno le malattie della
povertà, legate alle infezioni e alla malnutrizione.

Societa’ Scientifica di Nutrizione Vegetariana
http://www.scienzavegetariana.it – info@scienzavegetariana.it

Aggiungi il tuo commento