La Corte di Giustizia Europea condanna l’Italia

Categoria : Caccia

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fringuelloCon sentenza C-164/09 di oggi 11 novembre 2010, la Corte di Giustizia Europea ha condannato lo Stato Italiano per aver violato la direttiva Comunitaria 79/409/CEE concernente la conservazione degli uccelli selvatici, a causa della legge regionale del Veneto, la n.13/2005, con la quale si autorizza, tramite le deroghe, la caccia a specie di uccelli protetti dalla succitata Direttiva.
La Lega Abolizione Caccia del Veneto ha accolto con grande soddisfazione l’esito di questo procedimento di infrazione, durato ben otto anni e aperto grazie a ben cinque esposti della sezione veneta dell’associazione a firma del presidente Andrea Zanoni.

Nella sentenza si leggono queste testuali parole: “1) Poiché la Regione Veneto ha adottato e applicato una normativa che autorizza deroghe al regime di protezione degli uccelli selvatici senza rispettare le condizioni stabilite all’art. 9 della direttiva del Consiglio 2 aprile 1979, 79/409/CEE, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza dell’art. 9 di tale direttiva. 2) a Repubblica italiana è condannata alle spese. “

Andrea Zanoni Presidente della LAC del Veneto ha dichiarato:
«Con questa sentenza la Corte di Giustizia ci ha dato ragione su tutte le questioni di illegittimità che abbiamo denunciato a partire dal 2002, anno nel quale la Regione Veneto diede inizio ai massacri degli uccelli protetti per legge.
La sentenza ha confermato che la legge veneta non ha considerato altre soluzioni alternative alla caccia in deroga, non ha valutato le condizioni di rischio, non ha previsto i rigidi controlli necessari e ha consentito la caccia a quantità di uccelli superiori alle sosiddette “piccole quantità”.
A fronte della sentenza chiediamo a Zaia di annullare immediatamente la delibera n.2371 del 5/10/2010 che oggi consente, nelle sole campagne venete, la caccia a Prispolone, Pispola, Fringuello, Peppola, Storno e Frosone in violazione della legge europea e ai sensi della legge regionale n.13/2005 dichiarata illegale dall’Europa”
A causa di queste leggi regionali ora a pagare le spese saranno tutti i cittadini veneti e non, come sarebbe giusto, i consiglieri regionali e i presidenti della Regione Veneto che le hanno volute ed approvate solo per accontentare una minoranza di cittadini che rappresentano una percentuale della società veneta da prefisso telefonico. Valuteremo ora, tramite i nostri legali, come far pagare i danni ai responsabili delle leggi e ai singoli cacciatori per la distruzione, che continua dal 2002, di un patrimonio naturale protetto dalla legge costituito da milioni di piccoli uccelli migratori».

 

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